Saint-Pierre [San Pietro] celebrazione dei pescatori tradizionali
3 Luglio 2016 a Le Lavandou e villaggi sulla Costa Azzurra

Mentre la festa di San Chiaro, patrono delle sarte, si svolge in settembre e evoca la vestizione del Priore, accompagnata da offerte al povero eremita e da un sermone ai Penitenti Bianchi pronunciato in provenzale, la celebrazione della festa Pecheurs traditionnels. Le Lavandou. Francedi San Pietro, patrono degli uomini del mare, si svolge in giugno. Tradizionalmente, per la San Pietro, gli anziani non uscivano in mare per tre giorni e ne approfittavano per dipingere le barche, tingere le reti... e giocare a boccepatrono degli uomini di mare. Un tempo, per la Saint-Pierre, gli anziani non uscivano in mare per 3. La cerimonia inizia con una lunga processione che parte dalla chiesa di San Luigi e percorre i vicoli della città vecchia di Le Lavandou, per poi arrivare in piazza Ernest Reyer dove si celebra una messa all’aperto. Al ritmo dei colpi di fucile a salve sparati dai “bravadeurs” (spacconi) di Vidauban, dei tamburelli e delle danze folkloristiche, i “prud’hommes” (probiviri) – vestiti della tradizionale maglietta a strisce e della “taillole” rossa (larga cintura di stoffa o di tela) – portano la statua di San Pietro fino al Lungomare. La cerimonia prosegue con un’uscita in mare, per procedere alla benedizione delle onde e al lancio di mazzi di fiori nelle acque cristalline della rada

centenaire du Lavandou
centenaire du Lavandou
centenaire du Lavandou
centenaire du Lavandou
centenaire du Lavandou
1906-Pescadous
1907-Barques
1912-Pêcheurs
1920-Marina
1920-Grand Hôtel
centenaire du Lavandou
centenaire du Lavandou
centenaire du Lavandou
centenaire du Lavandou
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1917-Filets pêche
1909-Place Reyer
1921-Place Reyer
Ecole E. Reyer
La Poste. H. Adam
La vela latina, il cui nome deriva da una deformazione di vela “alla trina” cioè triangolare, per differenziarla di quella “alla quadra” (rettangolare o trapezoidale), non ha nulla a che vedere con i voile latineLatini antichi, ma è più probabilmente d’origine orientale o ispano-araba. Già raffigurata con precisione nei manoscritti bizantini del IX° secolo, sostituì rapidamente la vela quadra in uso sin dall’Antichità e si diffuse attraverso tutto il Mediterraneo, per diventare il tipo di vela tradizionale dei pescatori italiani, provenzali, spagnoli, portoghesi e magrebini. Questa velatura triangolare possiede un lato obliquo in posizione anteriore e attaccato a un pennone. Il pennone è collegato all’albero, e l’angolo opposto della vela è riportato a una scotta. Così, secondo il lato da cui spira il vento, funziona indifferentemente ricevendolo sulla sua faccia destra o sinistra. I pescatori utilizzarono questo sistema di propulsione durante più secoli per percorrere il Mediterraneo, conquistare nuovi territori di pesca o stabilire nuovi fondachi. Per tradizione, gli Italiani fungevano da ingegneri navali per la costruzione di queste flottiglie. La vela latina ha giocato un ruolo primordiale nella storia delle tecniche veliche e si trova all’origine della quasi totalità delle vele assiali moderne: quelle degli sloop, dei cutter e anche dei surf (o tavole a vela), che costituiscono la più recente invenzione del mondo della vela.

C.G.I. Billon


Agnes Malecki
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